L' ANGOLO DEGLI ARTISTI: TANIA CIRAOLO

TANIA CIRAOLO

UN'ARTISTA A 360°

COMPORRE, CANTARE E SCRIVERE 
LE SUE PASSIONI
CHE COLTIVA FIN DA BAMBINA

                                                               




Ho conosciuto Tania in occasione del concorso canoro “Canta che ti passa” organizzato al Beba Cafè di Casale Corte Cerro(Verbania) da Alex Silipo, quando, nel mio ruolo di giurata, me la sono trovata come concorrente sia per la sezione “cover” che per quella relativa agli “inediti”.
Al di là della gara, per la quale mi sono sempre mantenuta giudice imparziale, con Tania ci siamo sentite subito in sintonia, vuoi per la sua anima rock, che per la sua canzone “Il rumore del cielo” che mi ha emozionata soprattutto quando ha intonato questi versi:
so che mi senti
ma non risponderai
ma va bene così
so che questo mondo qui
non l'hai dimenticato.”
Versi che, (ho saputo durante l'intervista), sono anche i suoi preferiti.
La canzone, dedicata alla zia materna, si è qualificata al secondo posto in una finale combattutissima.
C'era con me in giuria, insieme con altri prestigiosi musicisti, Laura Bono, che ha condiviso il mio commento sul risultato: “la canzone vincitrice, dal tema attuale sulla violenza femminile è stata più emozionale, mentre l'interpretazione di Tania è stata in assoluto la migliore”.

Invece nella sezione “cover” Tania si è aggiudicata un meritatissimo primo posto, dopo aver sfidato agguerritissimi e altrettanto bravi “rivali”.

Ancora sul primo gradino del podio al Bar in La Rosa di Orta San Giulio, alla finalissima del concorso “The Best Singer” di Alex, dopo un vibrante duello a suon di note.
                             



Con Tania ci siamo riviste, sempre nei nostri ruoli, lei di concorrente ed io di giurata, alla finale piemontese del prestigioso concorso “Italian Talent SHOW” di Michele Pezzolla, quando con una performance di tutto rispetto, si è conquistata il passaggio alla finalissima di Monopoli.
Purtroppo per motivi famigliari, non sono potuta recarmi in Puglia e ciò mi è spiaciuto, sia per l'importanza dell'evento che per l'occasione mancata - ci ha detto Tania – mentre, nei limiti del possibile e degli impegni famigliari, cerco di cogliere ogni opportunità per crescere, fare pratica e farmi conoscere dal pubblico”.

 
Michele Pezzolla, presidente dell'Italian Talent consegna a Tania l'attestato di qualificazione alla finalissima di Monopoli

Oltre agli eventi citati, nei quali ci siamo incontrate, hai partecipato ad altri concorsi?
Sì, su Sky nel programma di Stefano Capano: ho conquistato un secondo posto nella categoria inediti la prima volta, un secondo posto nella categoria cover un'altra volta e un secondo posto con la canzone New York, New York”. Un altro concorso a cui ho partecipato è stato “ragazze sprint” a Castel Verrès in Valle D'Aosta da Luca Procopio e Stefano Capano quando mi sono qualificata al 2° posto con “Proud Mary”, nella versione di Tina Turner e successivamente, sempre in Valle d'Aosta, nella sfida tra i nostri e i loro talenti nell'evento televisivo “Summer time tv”. Aggiungo anche che ho superato le prime selezioni per Castrocaro di quest'anno, ma non ho poi continuato”.





-Ora che ci hai parlato degli ultimi concorsi, saremmo interessati a conoscere qualcosa in più di te, come persona e come nasci artisticamente.
Di cultura e radici siciliane, sono nata il 15 agosto 1988 ad Arona, dove sono cresciuta con papà, fratello maggiore Andrea e nonni paterni, perché purtroppo la mamma era lontana ed è ritornata solamente quando ero ormai adolescente. Avevo 10 anni quando papà si è risposato e la famiglia si è allargata con l'arrivo di Chiara e Beatrice che amo e sento in tutto e per tutto mie sorelle”.

-Ritengo però che la tua infanzia non sia stata perfettamente gioiosa, ce ne vuoi parlare?
Effettivamente questa situazione dei miei genitori mi ha fatto molto soffrire. E' successa quando avevo un anno e mezzo e non mi ha permesso di crescere con una figura femminile accanto. Così, già da piccolissima avevo adottato la musica come mezzo di consolazione”.

-Quindi si può dire che la musica è stata la tua fondamentale compagna?
Certo! la passione è nata come arma per affrontare ansie e frustrazioni. Mi sono sempre sentita molto sola; inoltre crescendo ho subìto un forte trauma che ha improntato la mia vita. La fatica nel difendermi ha accentuato fortemente la mia sensibilità, che magari non emerge ma c'è.

-E i tuoi famigliari ti assecondavano in questa tua passione?
No, da piccolissima mi esibivo come una rock star sul divano con una scopa come chitarra ma davo fastidio e non ero apprezzata in famiglia. Più avanti ho avuto l'approccio con il mio primissimo strumento: una vecchia chitarra di mio padre che ho imparato a suonare da sola, aiutandomi con vecchi libri. Suonando passavo almeno tre ore al giorno, per la scuola studiavo poco ma ero sempre a contatto con la musica. A 11 anni mi sono accostata ad altri strumenti: alle medie avevo scelto il pianoforte e poi il sax nella banda di Arona, (ma solo per pochissimo tempo) e anche le congas”.
-Invece quando nasceva la tua passione per il canto?
Canto da sempre. Sono cresciuta con vecchie canzoni che piacevano alla nonna tipo “vola colomba”, “rose rosse” “andiamo a mietere il grano” mentre papà ascoltava Battisti, i Pooh, Celentano.

-Quindi è da loro che hai ereditato le tue qualità canore?
no, ah ah ah!!! a casa sono tutti stonati e non so come vengo fuori io, come mosca bianca dal punto di vista musicale”.
                         
-Mentre ora mi sembra di aver capito che, da sposata, la tua passione sia un denominatore comune, ci vuoi raccontare qualcosa della tua nuova famiglia?
Proprio così, Marco ed io condividiamo la passione per musica, soprattutto country: lui non è un chitarrista professionista, ma suona bene la chitarra e ama Presley, cantante che ci accomuna.
Ci siamo conosciuti nel 2011 e dopo un anno fidanzamento è accaduto l'incidente più dolce della mia esistenza. Concepita alle Terme, arriva Serena Sophie e sconvolge le nostre vite. Nascono ansie e preoccupazioni ma assumere questa responsabilità è stata la cosa più bella che abbiamo deciso di fare nella nostra vita: Serena nasce il 18 maggio 2013 e noi ci sposiamo il 16 agosto 2014, onomastico di Serena e ricorrenza della morte di Elvis”.

-Mi avevi raccontato del tuo matrimonio tutto in tema “Elvis”, ce ne vuoi parlare?
E' stato tutto molto bello e caratteristico, a partire dalla Cadillac verde, come quella di Elvis, ai tavoli che avevano come segnaposto il vinile di Elvis con il nome degli invitati al posto del titolo delle canzoni”.

-Durante l'intervista Serena sta suonando la chitarra e canta, quindi anche lei è accomunata dalla vostra stessa passione?
Serena è nata in mezzo alla musica, musica di tutti i generi, specialmente country, ma anche classica (le piace Mozart), disco, techno, house, pop, rock...Serena canta da quando ha iniziato a parlare ascoltando me che mi esercito tutti i giorni, mi affianca al pianoforte e quando suoniamo assieme lei fa gli stessi versi che faccio io per scaldare la voce”.

-E cosa canta in particolare la tua bimba?
Canta quasi tutte le mie canzoni ma la cosa più simpatica è quando fa il “graffiato” di “zombie” e io mi sciolgo e rido. Mi lusinga e mi fa piacere perchè sta imitando la parte più bella di me”.
                                                  


-Tuttavia con la sua nascita la tua passione musicale ha avuto un arresto.
Con la nascita di Serena mi sono ammalata e non riuscivo più a riprendere in mano la mia vita. Mi sentivo solo mamma e senza tempo per altre passioni. Dopo un anno chiusa in me stessa con questo malessere, ho deciso di ricominciare a cantare e la musica mi ha guarita, come aveva fatto da piccola, e trasformata in una donna più forte. Io alla musica devo tantissimo. La musica è forma di libertà come tutti i mezzi di scrittura che consiglio a tutti per sentirsi liberi e condurre uno stile di vita migliore. Fa stare bene perché nessuno può intaccare i nostri pensieri”.

-E così hai anche ricominciato a scrivere. Posso chiederti cosa scrivi oltre alle canzoni?
scrivo poesie, racconti che tengo per me. Credo di essere eternamente imperfetta, ma credo anche di avere un dono speciale: l'immaginazione. Sono in grado di provare le stesse identiche emozioni di chi guarda e sente ciò che a me basta immaginare”.

-Un bilancio quindi delle tue esperienze di questo ritorno?
Innanzi tutto sono contenta di aver conosciuto persone straordinarie, tante mi son rimaste nel cuore. Una di queste è Luca Emme (*) che mi sta supportando in tutta la mia produzione artistica attuale e futura. E' un rapporto fraterno: per me è speciale e seguo tutti i suoi consigli. Tra le persone a cui va il mio ringraziamento ci sono Simone Zani che ha trasmesso il mio inedito in radio ed i grandissimi amici Giorgia e Colo (Davide), che mi supportano anche se non musicalmente. Non ultima la mia mamma con cui ho ripreso i rapporti da adolescente: è l'unica della mia famiglia a capire la mia passione per la musica e a rendersi disponibile affinché io possa proseguire nel cammino intrapreso”.

-Vuoi parlarci allora dei tuoi impegni attuali?
Da questa primavera facciamo tante date con la rock band V.O.B Con Roberto De Marco, (che hai conosciuto anche tu al “Canta che ti passa”) siamo in sette. Per me è stato difficile l'ingresso perché io canto un genere più melodico mentre il loro è un vero rock. All'inizio ho trovato qualche difficoltà sia come corista che l'impatto dal vivo, ma non mi sono mai scoraggiata: loro hanno creduto in me e mi hanno aiutata. Ora siamo ad un buon livello, mi sento integrata e accettata anche al di là della musica: è come una seconda famiglia. Viviamo un clima affettuoso anche con le loro ragazze. Il pubblico è contento e questo ci procura molte soddisfazioni”.

-Progetti a più largo raggio?
Frequentando la scuola di canto “La gatta e la volpe” di Verbania sto facendo un percorso di tre anni per diplomarmi come artista completa con la possibilità di insegnare. Per questo sono supportata a tempo pieno da tantissimi insegnanti di canto, tecnica, cantautorato, pianoforte ecc. che mi consigliano ogni volta che chiedo aiuto. Vorrei guadagnarmi da vivere cantando e fare canzoni mie, ma anche insegnare e “curare” le persone con la musica”.

-Mentre per il futuro più prossimo quali sono i tuoi obiettivi?
A Gennaio uscirà il primo inedito di cui non anticipo il titolo, perché non è ancora sicuro.
C'è nell'aria la volontà di produrne altri, alcuni miei altri di Luca Emme mentre uno dei miei prossimi sarà prodotto interamente dai Blonde Brothers di Asiago che stimo moltissimo sia per la loro musica che per il genere. Li ho conosciuti all'Old Fashion di Milano a Marzo e da allora li seguo tramite i social. 
Sono veramente due artisti umili che voglio sicuramente prendere ad esempio”.

 

-Ricordando ai miei lettori di seguirti sulla tua pagina facebook, ti ringrazio per la piacevole chiacchierata e spero di poterti ospitare ancora per avere notizie sui prossimi traguardi che ti auguriamo di poter raggiungere.












Verrò molto volentieri e grazie a te dell'ospitalità”.
                                                                 
-Prima di salutarci ci farebbe piacere se tu condividessi con noi un paio di pensieri estrapolati dal tuo diario.
Con molto piacere. Eccone alcuni:
-“Sognare è come andare in bicicletta, una volta che impari non ti dimentichi più...
E comunque di sogni non è mai morto nessuno, la vita non sarà sempre rose e fiori, ma nemmeno sempre e solo dispiaceri, dipende molto da quello che ti aspetti, bisogna godersi la caccia a ciò che si cerca...ancor prima di trovarlo”.
-“Non c'è un posto in cui non sia felice.. accanto a me”
-“Per arrivare in cima alla montagna bisogna aver paura di cadere. E comunque non è importante quanto in alto si arriva ma come ci si tenta”

Grazie ancora e arrivederci a presto.




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